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Musica

    

 
 

 

   

 

I Pratola folk

I Pratola folk




 

tammorra è un grosso tamburo con la membrana di pelle seccata (capra o pecora) tesa su telaio circolare di legno, in genere quello dei setacci per la farina, al quale sono fissati, a coppie, dischetti di latta detti cicere oppure cimbale ricavati dai barattoli usati per la conservazione dei pomodori. Il suo diametro è in genere compreso tra i 35 e i 65 centimetri.
trance stato ipnotico caratterizzato da perdita più o meno completa della coscienza; in esso cadono i medium durante le sedute spiritiche.


caporabballo  Uomini vestiti di bianco, con un mantello rosso, un cappellone lungo bianco e bastone, assomigliano a Pulcinella, fanno da capostipiti nella regolazione del flusso di gente per le strade. Nel passato diventava caporabballo colui che nella società aveva una posizione inferiore e in quei giorni, invece, era il padrone, con il bastone in mano che fungeva da scettro.
contignosa una zitella che smania per avere un uomo ma agli occhi del mondo si finge come mammola e verginella pudica.

 

 

Un gruppo fondato da Orlando Marano, nell'estate del 1974, inizialmente era formato da giovani studenti, professionisti ed operai di Pratola Serra in provincia di Avellino, zona particolarmente rappresentativa dell'emarginazione socio-culturale, e che risente della depressione economica onde da sempre il nostro mezzogiorno soffre.

 

Al "documento" reperito nella tradizione orale, i Pratola Folk affiancano la canzone d'autore che in quella tradizione ha la propria matrice, nata cioè dal bisogno di "comunicare" al di fuori della musica di "consumo", ritornare a una "dimensione" naturale a lungo smarrita. Attraverso numerosissimi concerti dal vivo tenuti nelle principali città italiane ed europee dal 1974 al 1987,  il gruppo  ha sempre  messo in luce modelli di  continuità e contrapposizione popolare , dove l'unico punto di congiunzione tra i due modelli proposti e cantati è stata la musica: la musica che chi ama il genere folk (che poi si voglia chiamare etnico o con qualche inglesismo di maniera poco importa) si aspetta di ascoltare da canzoni che trasmettono ad un tempo riflessione e fisicità, mistero e realismo, rassegnazione e ribellione.

 

Dal 1988 al 2003 il gruppo ha avuto momenti di pausa  e riflessione per poi ricomporsi con l'inserimento di molti  giovani che hanno portato entusiasmo e vitalità.Il gruppo Pratola Folk, affiliato all'ARCI-UISP, presso la sede RAI di Napoli e gli studi della  Phonotipe record di Napoli, nel 1977 ha inciso un LP "Voci dalle Terre dei Sud" , distribuito dalla R.C.A e composto da nove brani, e che viene ristampato e pubblicato dalla Libreria Neapolis.

 

Nel luglio 2007 viene pubblicato il cd  "Compari e Comparielli", che contiene dieci brani inediti.Nel luglio 2010 viene pubblicato il cd  "E' N'Ammuina", che contiene tredici brani inediti.Nel luglio 2010 viene pubblicata un cd  compilation "Sud" che contiene due brani.Il 1 febbraio 2011 l'Amministrazione Comunale di Pratola Serra, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, con delibera Consiliare, riconosce i "Pratola Folk" come gruppo di Interesse Comunale.

LA TARANTELLA MONTEMARANESE

 

 

Achi

Achille e i suoi solisti

 

La tarantella è l'anima della nostra terra, essa nasce in tempi remoti, un migliaio di anni avanti Cristo e serviva per scacciare gli spiriti maligni dai posseduti. Il ritmo scandito dalle tammorre favoriva l'entrata in trance dei partecipanti fino allo sfinimento fisico e quindi la liberazione.
A Montella è famosa la leggenda medioevale della "Grotta del Caparrone" (caprone). Si narra che si celebrassero orge e riti satanici dedicati al diavolo, da questo il nome "caprone".
Il paese della tarantella resta però Montemarano, qui i partecipanti, tutti insieme, guidati dal Caporabballo si esibiscono in gesti, passi, grida che si ripetono da sempre e, come sempre, nell'ebbrezza di un buon bicchiere di aglianico, prendono vita piccoli fenomeni che evocano le antiche trance, tra questi quello  della "cuntignosa" che è un vero spettacolo.
La Tarantella Montemaranese esprime la gioia di vivere, la fuga dagli stenti il libero sfogo delle passioni più nascoste. Accompagnata dalle melodie di clarino e fisarmonica, scandite dal ritmo ossessivo di tamburelli, castagnette, la popolazione si getta in danze ora lente, ora sfrenate lungo le strade del paese, sotto il lancio di confetti. Si balla fin quasi allo sfinimento, si corre all'impazzata. Tutto ciò fa parte della cultura del popolo irpino e meridionale.
I festeggiamenti hanno inizio il 17 gennaio, giorno della festa di Sant’Antonio Abate, per terminare, secondo uno schema comune a pochi altri paesi in Italia, con il funerale di Carnevale.
Il rito conclusivo prevede una veglia funebre, officiata dalla moglie e dal figlio di Carnevale, da alcuni capirabballo, e da un prelato che impartisce la benedizione. In seguito il feretro viene portato in uno spiazzo dove viene fatto esplodere.
Ho avuto la fortuna di assistere ad un carnevale a cui partecipava "Achille e i suoi solisti di Montemarano" ebbene quando esausti dopo 15 minuti della sua tarantella lanciò il suo famoso "E chi o murì" capii il senso del suo grido: Non si può morire quando suona la tarantella montemaranese.
Mi piace ricordare a questo punto, anche se lo abbiamo fatto in altro posto del sito, e la cosa non ci deve rattristare, Amato Acquavivola che amava la Tarantella e la suonava meravigliosamente con la sua fisarmonica.Forse S.Pietro si sentiva triste quel 23 novembre 1980! Ciao Amato.

 

 

Orizzonti popolari

 

 

 

L'Associazione musicale culturale "ORIZZONTI POPOLARI", trae origini dalle radici della musica popolare paternese da sempre simbolo di comunicazione fra generazioni, spirito libero e dissacrante,mai asservita alle mode e alle persone dominanti nel contesto sociale di riferimento.

Le finalità sono quelle di promuovere e sostenere il recupero delle tradizioni e dei valori che, nel corso dei secoli, hanno dato anima e sostanza al percorso storico della nostra comunità.

"Orizzonti popolari" è un'associazione costituita per incentivare e promuovere attività culturali,musicali popolari, sociali , umanitarie e di carattere aggregative, finalizzate alla promozione globale del territorio e della comunità paternese, a livello nazionale ed internazionale .

 

 

   

 

 

Eccezionalmente una tarantella "cilentana"